#Music4Souls: cover d’artista

Music4Souls: arte in musica

 

La playlist di #Music4Souls di lunedì 26 giugno ha voluto indagare il rapporto tra arte figurativa, fotografia e musica, attraverso il binomio tra grandi artisti e copertine di dischi. Tutto è nato grazie anche ad Umberto Mobilia, colonna portante di RadioReset, in seguito ad una discussione nata attorno ad un fatto accaduto circa 10 giorni fa e scopriamolo subito:

  1. Roger WatersIs This The Life We Really Want?

Album Is This The Life We Really Want? del 2017

01 -Roger Waters

La copertina di questo album è oggetto di diverbio, anzi, oggetto di causa presso il Tribunale di Milano, in quanto, l’ex Pink Floyd è stato accusato di plagio – grafico – dall’artista italiano Emilio Isgrò in riferimento ad un’opera di quest’ultimo, titolata Cancellatura del 1964. Il Tribunale meneghino ha bloccato la vendita in Italia e la distribuzione del disco di Waters e il giorno 27 ne sapremo di più.

Ma, in realtà, chi ha creato la cover per il disco di Roger Waters? I grafici Sean Evans e l’illustratore Dan Ichimoto, proprietario del famigerato ed omonimo studio newyorkese, già curatore di grafiche per album di Miles Davis, Santana, Billi Joel e John Legend, ad esempio.

La questione resta aperta…

  1. David Bowie Without you

Album Let’s dance del 1983

02 - David Bowie

La copertina  del 45 giri del brano fu disegnata da un altro genio della scena americana, Keith Haring

  1. RöyksoppEple

Album Melody A.M. del 2001

03 - Royksopp

La copertina dell’album, o almeno una sua versione speciale fu creata, nel 2001, negli anni di esordio della band norvegese, da Banksy, quello che sarebbe diventato il più famoso street artist al mondo, a tutt’oggi e che avrebbe fatto del proprio anonimato una delle ragioni di forza della propria arte, facendo spuntare sui muri ai quattro angoli del mondo, provocatori murales. Questa copertina, realizzata con uno spray ed uno stencil, oltre che ricordare i paesaggi scandinavi, si ricollega a quella che potrebbe essere la sensazionale scoperta degli ultimi giorni, ossia che, secondo parole di troppo sfuggite in una intervista, pare che sia stata rivelata l’identità di Banksy ed egli sia, come già da tempo si sospettava, Robert Del Naja, dei Massive Attack. Anche in questo caso, aspetteremo un po’ prima di saperne di più

  1. CCCPAmandoti

Album Epica Etica Etnica Pathos  del 1990

04 - CCCP

La copertina di quello che fu l’ultimo disco dei CCCP, mai suonato dal vivo, sino ad una occasione nel 2015, ma in assenza degli storici della band, è stata realizzata dal fotografo Luigi Ghirri in cui è immortalata la cappella della villa presa dal gruppo per la registrazione del disco, cappella che, infatti, fu trasformata in sala mixaggio. Oltre alla foto di copertina, Ghirri realizzò anche le quattro che accompagnano le relative facciate e le tematiche in cui era suddiviso l’album.

  1. AlmamegrettaBum bum

 Album Vulgus del 2008

05 - Almamegretta

La copertina è opera di Mimmo Paladino, artista campano, il cui sodalizio con la band partenopea nascque per caso. È uno degli Almamegretta ad affermare: “L’incontro con Mimmo Paladino è stato abbastanza strano; il mio vicino di casa – parla uno dei componenti del gruppo napoletano –  è un critico d’arte e chiacchierando con lui abbiamo scoperto che Paladino lavora spesso ascoltando i nostri dischi”.

Da ciò è nata la copertina di Vulgus in grado di portare in superficie la profondità della magmatica Campania.

  1. Le Stelle Di Mario Schifano – Molto Alto

Album Dedicato a del 1967

06 - Le Stelle di Mario Schifano

Quella che fu la vera ed unica band di rock psichedelico italiana deve la sua creazione a Mario Schifano, padre dell’Arte Pop Italiana e ispiratore, checché se ne possa pensare, anche delle correnti d’Oltraklpe. In un clima del tutto peculiare, attorno a Piazza del Popolo a Roma, Schifano produsse e presentò al pubblico questa band durante uno spettacolo crossmediale – così come il suo amico Andy Warhol faceva nella sua Factory a New York City – e, naturalmente, la copertina di questo album, vera chicca della musica italiana, fu realizzata nell’inconfondibile stile di Mario Schifano.

  1. The Velvet Underground and NicoAll tomorrow’s parties

Album The Velvet Underground and Nico del 1966/67

07 - Velvet Underground

E non potevamo che terminare questo brevissimo excursus con l’icona delle cover, in cui il rapporto tra  artista figurativo, copertina dell’album e gruppo musicale si è fuso, sino quasi a diventare un sinonimo di sé stesso.

Era il 1967 e nella Factory di Andy Warhol il clima era frizzante, stimolante e la musica aveva grande rilevanza. Un gruppo formato da Lou Reed ed altri giunse agli apici grazie all’interessamento di Warhol, che ne divenne il manager e pensò bene di far unire Nico al gruppo. L’album del 1967, considerato tra quelli capitali per il rock, il punk, la new wave che da lì sarebbero derivati, ebbe come copertina la famigerata banana, disegnata dallo stesso Andy Warhol. Nelle prime versioni l’immagine della banana, poteva essere “sbucciata” grazie ad un adesivo, che lasciava intravvedere una banana rosa, con chiaro riferimento sessuale. La produzione di questa particolare cover che non ebbe appeal fu sospesa per lasciar posto a quella poi arcinota, ma che, per questioni legali legate ai diritti di altre fotografie, fece sì che l’album ebbe poco successo di vendita.  In ogni caso, nell’immaginario collettivo successivo quella copertina è assurta a vera icona che, tuttavia, negli ultimi anni ha portato ad altre controversie.

Nel 2012, infatti, i Velvet Underground avevano avuto rimostranze contro la Andy Warhol Foundation for the Visual Arts per aver ceduto i diritti della famigerata cover alla Apple, di cui la band reclamava i diritti. Oggi Andy Warhol e Lou Reed non sono più tra noi e le controversie si dibattono tra commercialisti ed avvocati. Il brano proposto in #Music4Souls era il preferito di Warhol.

Avrei potuto citare altre copertine e altri album, come quelle  dei grandi fumettisti Milo Manara per Lucio Dalla, Enzo Avitabile o quella di Crepax per i Camaleonti, o ad esempio quella di Michelangelo Pistoletto per il mio adorato Enrico Rava… ma il tempo stringe e chissà che una prossima playlist non trovi protagonisti questi artisti e questi musicisti.

Al prossimo lunedì, su Radio Reset

Azzurra

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