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Un’idea nata da un percorso personale che, riprendendo la linea del freudiano perturbante, giunge all’osservazione e alla cattura, attraverso il medium fotografico, di qualcosa che che pare essere un errore, di matrice ontologica e concettuale, quanto materiale e visiva.

L’elemento umano rientra poco nelle inquadrature, se non in funzione di elemento, spesso in foggia di autoritratto, quale punctum in cui sia la ricerca che l’errore hanno predominanza assoluta, talvolta in forma di incertezza analitica, talaltra con il ruolo di consapevolezza.

Perché #laricercadellerrore? Perché un # (hashtag) ? Perché la Ricerca dell’errore guarda, alla tecnologia, la quale erra, come l’uomo, checché se ne dica, e perché, tuttavia, è mediante essa che la condivisione nasce e prende forma.